Scopri tutte le caratteristiche e le curiosità sui tappeti anatolici

I tappeti anatolici, al contrario di quello che si potrebbe pensare, non comprendono solamente i tappeti propri dei turchi, bensì anche quelli tipici dei kurdi che abitano l’Anatolia orientale e altri minori gruppi etnici abitanti queste zone. I tappeti provenienti da questa regione particolare della Turchia sono generalmente costruiti interamente in lana e annodati col nodo simmetrico, altrimenti detto “chiodo ghiordes” che prende il nome dalla città turca di Gördes ed è, infatti, la tecnica di annodatura più diffusa in Turchia. I tappeti anatolici si distinguono in realtà tra di loro in base alla zona di produzione, se sono realizzati da produttori delle città o se sono artigiani nomadi tipici delle zone rurali, inoltre, tra quelli di produzione urbana, troviamo una nuova distinzione legata al secolo dell’assemblaggio. Scopriamo insieme tutte le loro differenze, le curiosità e le caratteristiche che li rendono così unici da toglierci il fiato.

La produzione di tappeti nomadica e quella urbana

I tappeti anatolici presentano peculiari caratteristiche a seconda dal gruppo produttore, in altre parole se la manifattura in questione è realizzata da produttori provenienti dalle città e dagli ambienti urbani, o se invece è appartenente a un gruppo nomade delle zone rurali e dei piccoli villaggi. Scopriamo insieme cosa li distingue e li rende così unici e affascinanti.

Le manifatture di tappeti nomadiche o dei villaggi si distinguono per i disegni semplici e per i colori netti che ricoprono la superficie del tappeto, spesso anche da un’annodatura e da tecniche di tessitura più grossolane e semplici, ne è un esempio il tappetto kilim, un tappeto senza pelo e tessuto come un arazzo, utilizzato largamente anche come tappeto da preghiera oltre che decorativo nelle abitazioni locali.

Se guardiamo alle manifatture prodotte nelle aree urbane, notiamo che questi presentano peculiari caratteristiche in base al secolo di riferimento. I tappeti di produzione manifatturiera urbana del XIX e XX secolo, come i tappeti di Hereke, Kayseri, Panderma, Sivas, Ladik, Konya e altri, presentano disegni complicati e sono spesso tessuti del tutto o in buona parte con seta e annodati con nodo asimmetrico, chiamato anche nodo senneh. I tappeti classici realizzati a fine XVIII si classificano invece in base alla tipologia del disegno.

Alcuni stili

I tappeti ghiordes presentano come caratteristica principale quella di racchiudere spesso un significato religioso con molti richiami ai sette livelli del paradiso islamico nelle loro raffigurazioni. La città di Ghiordes, infatti, è molto nota per la produzione di tappeti da preghiera tanto da aver ispirato le produzioni di tappeti similari anche in altre città turche e persiane.

La città di Konya, situata nella regione centrale della penisola anatolica, nonché ex capitale del sultanato selgiuchide di Rum dal 1097 al 1307, riconosce una produzione di tappeti molto rilevante. I tappeti prodotti in questa regione portano appunto il suo nome e sono molto eterogenei perché annodati dai nomadi artigiani Yuruk, ma caratterizzati da ricorrenti motivi astratti e decorazioni geometriche. Essi presentano lo stesso delle caratteristiche che li accomunano: l’utilizzo di colori vegetali brillanti, della lana filata a mano.

I tappeti kilim si caratterizzano per le raffigurazioni geometriche dalle linee molto semplici e stilizzate e perché si definiscono “tessuti a fessura” proprio perché, se osservativi da vicino, si notano piccole fessure verticali lungo i bordi dei motivi, tra le diverse aree di colore.