Quali sono i trattamenti più adatti al cotto per pavimenti? Ecco qualche idea sulle finiture.

Quali sono i trattamenti più adatti al cotto per pavimenti? Ecco qualche idea sulle finiture.

Genericamente si usa distinguere i pavimenti in base al materiale con cui sono realizzati: cotto, piastrelle, parquet, linoleum, gres porcellanato ad esempio. In realtà ognuno ha i suoi sottotipi, proprio come il cotto per pavimenti non è tutto uguale. Anzi.

Siamo abituati a distinguere in maniera grossolana il cotto per pavimenti in base all’aspetto cromatico – rossiccio, rosato, neutro, lavato, ocra – ossia in base al tipo di argilla utilizzata o al colorante dell’impasto. In realtà, la maggiore distinzione va fatta tra cotto per esterni e per interni, di cui ci sono ulteriori sottotipi a seconda del trattamento ricevuto.

È proprio la finitura del cotto per pavimenti a fare la differenza fondamentale, perché ne modifica l’aspetto superficiale rendendolo più idoneo a un ambiente piuttosto che a un altro. I trattamenti possono essere di tipo manuale o meccanici; in alcuni casi servono a potenziarne la resistenza agli agenti atmosferici o chimici senza però andare ad intaccare la bellezza di un pavimento naturale.

Andando in ordine di intensità del trattamento avremo le seguenti finiture:

Pavimenti in cotto rustico

Senza nessun trattamento successivo alla cottura, il pavimento risulterà grezzo e naturale. I mattoni o le piastrelle rustiche sono indicate per gli ambienti esterni perché ben resistenti agli agenti atmosferici, porosi e ruvidi al punto giusto da evitare scivolamenti.

Pavimenti in cotto carteggiato

È il trattamento più blando, che viene eseguito con fogli di carta abrasiva prima della cottura, altrimenti con macchine abrasive dopo la posa in opera del pavimento in maniera più veloce e con diversi gradi di intensità per limare dolcemente le imperfezioni del materiale, le rugosità. Di solito effettuato sul singolo mattone, può avvenire prima della cottura o addirittura anche dopo la posa del pavimento. Il cotto per pavimenti carteggiato è ideale nei casolari restaurati o in antiche dimore campagnole, perché conferisce all’ambiente un aspetto invecchiato.

Pavimenti in cotto levigato

Si tratta di un trattamento più incisivo che si opera solo sulle mattonelle di cotto destinate alla pavimentazione: difatti, le rende lisce e omogenee, facili da pulire e dall’apparenza molto elegante e raffinata. Il cotto così trattato è destinato agli ambienti interni, sarebbe pericoloso in esterno perché scivoloso. Ideale per dimore anche dallo spirito moderno, sobrie e di classe.

Pavimenti in cotto smaltato

Si attua sulle mattonelle ancora da cuocere, già carteggiate a fondo e levigate. Ci saranno poi cotti smaltati decorati oppure naturali: entrambi lisci, lucidi e più facili da pulire nonché protetti dall’usura del tempo. Nel caso delle mattonelle decorate, dopo la levigatura si applica uno strato di smalto, si procede a una prima cottura in fornace, poi si applica la tinta o dipinge il motivo e, infine, si procede alla seconda cottura che fisserà il tutto.

Lo smalto dona brillantezza e protegge la decorazione dall’usura del tempo.

Il tipo di finitura indicata è comunque variabile in prospettiva all’uso che se ne vuole fare e, poi, al costo che si vuole sostenere. Ovviamente, in base al tipo di finitura e lavorazione (a mano o industriale) si avranno costi crescenti per metro quadro o per pezzo. Resta indubbio il fatto che i pavimenti in cotto siano una scelta estetica di tutto rispetto oltre che pratica: sono estremamente versatili, sia per la forma che per il colore, si adattano bene a ogni tipo di situazione e resistono nel tempo – basta vedere la Piazza del Campo di Siena!. Una volta trovata la propria soluzione non resta che imparare qualche trucchetto per la conservazione ottimale del pavimento in cotto e per la sua pulizia.